24 aprile 2019

Si²: la formula per gestire le allergie congiuntivali primaverili

Sintomatologia, Infiammazione e Idratazione: in una parola, Si²!

è la formula veloce e facile da ricordare per tenere sempre sotto controllo i fattori determinanti nella gestione efficace della congiuntivite allergica frequentemente provocata da pollini. Perché, per affrontare questo problema tipico della stagione primaverile, è fondamentale puntare su un approccio a più livelli, come spiegano il Dr. Gianenrico Senna, allergologo, e la Dr.ssa Pia Allegri, oftalmologo specialista in infiammazioni oculari.

 

Come ogni anno l’arrivo della primavera - la stagione dei pollini - segna per chi soffre di congiuntivite allergica l’inizio di un periodo difficile, soprattutto durante lo svolgimento di attività all’aria aperta.

Studi recenti hanno infatti evidenziato che si tratta di un disturbo in costante aumento: nelle città, per esempio, circa il 25% della popolazione soffre di congiuntivite allergica primaverile, dovuta all’associazione degli allergeni con le particelle dell’inquinamento atmosferico.

Tali elementi delineano quindi una condizione patologica che incide notevolmente sulla qualità della vita, obbligando anche a spiacevoli rinunce: si pensi per esempio ai bambini (ma anche ai genitori o ai nonni allergici!) costretti a ridurre la permanenza al parco giochi, agli sportivi o semplicemente a chi vorrebbe approfittare delle giornate più lunghe e calde per stare fuori casa.

Oggi però gestire questo disturbo può diventare più facile, se si impara a monitorare alcuni specifici fattori.

 

Riconoscere i Sintomi

 

Prima di tutto, è fondamentale riconoscere tempestivamente i sintomi delle congiuntiviti allergiche primaverili, come spiega il Dr. Gianenrico Senna, allergologo e responsabile dell’Unità Operativa Dipartimentale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona:

<<Segnali evidenti di allergia sono senza subbio il prurito oculare e l’arrossamento, l’eccessiva lacrimazione - talvolta con secrezione mucosa - e la presenza di rinite, tanto che si parla di rinocongiuntivite allergica. Il problema, è particolarmente acuto nei bambini, in cui può manifestarsi spesso anche la comparsa di edema palpebrale.

Poiché tali sintomatologie tendono a diventare croniche a causa dello stimolo allergico ripetuto, il trattamento più efficace prevede generalmente l’impiego di farmaci topici (in collirio) che contengano molecole con proprietà stabilizzanti, come il ketotifene: se i sintomi vengono individuati con prontezza, questo tipo di terapie permette di contrastare velocemente e con efficacia i fastidi provocati dalla reazione agli allergeni contenuti nei tipici pollini primaverili, per esempio delle Graminacee, della Parietaria, delle Betulacee, delle Oleacee e delle Cupressacee>>.

 

Bloccare l’Infiammazione

 

Altro concetto chiave nella formula del trattamento anti allergico è la parola infiammazione, avverte la Dr.ssa Pia Allegri, Responsabile della Struttura Dipartimentale Infiammazioni Oculari dell’Ospedale di Rapallo (GE):

<<Pur manifestandosi in modo più lieve rispetto ad altre forme di congiuntivite come la cheratocongiuntivite Vernal (che colpisce prevalentemente bambini maschi tra i 6 e gli 8 anni) o la cherato-congiuntivite atopica (associata alla dermatite atopica), anche la rino-congiuntivite allergica costituisce una malattia infiammatoria della superficie oculare e per questo motivo è utile agire a livello locale in modo più rapido possibile.

In questo caso i farmaci più indicati sono i colliri antistaminici e anti-degranulazione mastocitaria, meglio ancora se “a doppia azione” a base di ketotifene, per arrestare sia il prurito che le secrezioni e l’irritazione conseguenti all’esposizione alla luce solare.

 

è poi opportuno ricordare - prosegue la Dr.ssa Allegri - che l’utilizzo prolungato di colliri antiallergici può spesso provocare effetti dannosi a carico della superficie oculare, determinati dai conservanti contenuti nei colliri multidose, per prevenire la contaminazione batterica.

In particolare, alcuni studi hanno dimostrato che alcuni tra i conservanti più comuni producono effetti tossici e infiammatori per l’occhio. Per questo il consiglio è di privilegiare i formati monouso o i dispositivi senza conservanti.

Raccomando inoltre evitare diagnosi e terapia fai da te: è infatti importante affidarsi al consulto medico, se possibile combinato allergologo/oculista, per procedere ai test antiallergici al fine di individuare l’esatta forma di congiuntivite e il protocollo terapeutico più appropriato>>.

 

Puntare sull’Idratazione dell’occhio

Infine, fondamentale non trascurare il fattore idratazione, prosegue la Dr.ssa Allegri: <<Per evitare la secchezza oculare e mantenere l’idratazione del film lacrimale è utile associare alla terapia antistaminica sistemica o locale, l’utilizzo di lacrime artificiali o sostituti lacrimali, valide anche per allontanare l’allergene dalla superficie dell’occhio. Anche in questo caso è importante che siano senza conservanti, per le ragioni spiegate sopra>>.

 

Per rispondere alla necessità di un dispositivo privo di conservanti, Thea Farma ha speso anni di studio e sperimentazioni per mettere a punto un collirio antiallergico a base di ketotifene in confezione multidose senza conservanti: questo stato reso possibile grazie all’innovativo sistema ABAK®, che vuol dire privo di benzalconio cloruro (BAK) (A=senza, BAK=benzalconio cloruro), il conservante più comunemente utilizzato nelle formulazioni oftalmiche antiallergiche e responsabile di diversi effetti tossici e infiammatori sulla superficie oculare¹.

Oltre a offrire una risposta veloce e duratura contro i sintomi delle allergie primaverili, la particolare confezione multidose è concepita con uno speciale sistema di filtrazione che permette il mantenimento della sterilità del collirio fino a 3 mesi dopo la prima apertura, con risultati di alta tollerabilità per gli occhi allergici, anche dei bambini.

Inoltre, il formato ergonomico del flacone presenta un’elevata maneggevolezza che lo rende particolarmente indicato per trattamenti prolungati e facile da utilizzare anche per il paziente anziano e per

le persone con disabilità degli arti superiori: un elemento che favorisce la compliance e l’efficacia del trattamento, spesso messi in difficoltà dalle dimensioni ridotte dei colliri monodose.

 

¹Vaede D et al. Les conservateurs des collyres: vers une prise de conscience de leur toxicité. J Fr Ophthalmol 2010; 33(7): 505-524.

Il nostro sito usa cookie per offrire una migliore fruibilità di navigazione inclusi cookie di "terze parti". Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui.